Esperienze e contributi degli psicologi sanitari

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“LO STATO SCIENTIFICO
ATTUALE DEL RORSCHACH”
Piero Porcelli

Conclusioni

Il Rorschach è un test senza dubbio molto dispendioso in termini di tempo, sia per il necessario training dello psicologo che lo usa, sia per l’impiego del test nella pratica clinica (somministrazione, siglatura, interpretazione, stesura del report finale). Ciò significa, quanto meno, che debba risultare utile (in termini di quantità di informazioni sulla personalità clinicamente rilevanti), se non più utile rispetto ad altri test più facili e brevi da somministrare (in termini di validità incrementale, ossia la quota di informazione clinicamente utile ottenibile solo da un determinato test e maggiore rispetto ad altri test simili).
E’ stato stimato che il Rorschach richiede un tempo medio di 96 minuti per la somministrazione e la siglatura e di 50 minuti per l’interpretazione, contro un tempo medio di 107 minuti per la somministrazione e siglatura e di 25 minuti per l’interpretazione delle scale di Wechsler per la determinazione del QI . Un test auto-somministrato di personalità, come il MMPI, può apparentemente sembrare più economico in termini di tempo. In realtà l’interpretazione di un profilo del MMPI può esser fatta velocemente solo a patto di commettere l’errore di considerare il nome di una scala clinica come equivalente del costrutto corrispondente. Ad esempio una elevazione solo nella Scala 8 può esser intesa come evidenza di schizofrenia soltanto se si prende per vera l’etichetta, il modo in cui quella scala è stata denominata. In realtà bisogna tener presente come è stata costruita la scala. I 78 items che compongono la Scala 8 del MMPI-2 coprono un’ampia varietà di aspetti, alcuni specifici della schizofrenia (ideazione bizzarra, percezioni strane, alienazione sociale) e altri molto più aspecifici (difficoltà familiari, problemi di concentrazione e di controllo degli impulsi, mancanza di interessi, ruminazione sul valore di sé, scarso senso di identità, difficoltà sessuali), tanto che solo 16 dei 78 items sono presenti unicamente in questa scala. Inoltre una elevazione significativa della Scala 8 con la correzione K deve essere interpretata in modo molto diverso a seconda del relativo contributo delle due scale. Ad esempio, un punteggio T di 74 può esser determinato da 30 items positivi della Scala K e 10 della Scala 8, ma anche da 5 items della Scala K e 35 della Scala 8 . Questo spiega perché l’accuratezza diagnostica per la schizofrenia è del 61% per la Scala 8 , indice molto più basso rispetto a quello trovato per lo SCZI=6 del Rorschach CS, pari all’89% di overall correct classification rate31. Il problema clinico, in termini di utilità diagnostica, non è però tanto quello di quale test identifica meglio la schizofrenia ma di quali aspetti psicologici della schizofrenia vengono meglio identificati da ciascuno dei due test.
La validità incrementale del Rorschach è non quindi misurabile su una assai discutibile competizione contro altri test di personalità ma su un elevato rapporto costo-benefici in termini di informazioni utili per decisioni (diagnostiche, terapeutiche, conoscitive, ecc.) da prendere rispetto ai problemi presentati dal paziente. Due recenti articoli sono un buona dimostrazione di questo punto. Margot Holaday ha esaminato i protocolli Rorschach di 35 bambini con disturbo da stress post-traumatico e 35 bambini con comportamento oppositivo e ribelle tratti da un ampio distretto scolastico del Texas. La diagnosi di PTSD (Posttraumatic Stress Disorder) è molto difficile nei bambini poiché, pur in presenza dei sintomi tipici, non si riesce a identificare l’evento stressante principale (che nella maggior parte di questi casi è costituito da violenza fisica e sessuale o testimonianza diretta di violenze in famiglia) perché sia i bambini che le famiglie tendono a nascondere la questione, per vari motivi (senso di protezione, paura, diniego, sensi di colpa). Rispetto a bambini con comportamenti oppositivi simili a quelli con presunto PTSD, questi ultimi hanno evidenziato punteggi significativi ad una serie di indici del CS (SCZI, DEPI, CDI, X+%, Ego Index, Afr, SumT, EA, P, WSum6) coerenti con il vissuto di un bambino gravemente traumatizzato che non comprende più a livello cognitivo ciò che sta accadendo a lui o lei, l’intero mondo diventa illogico e confuso e gli altri vengono globalmente percepiti come pericolosi e imprevedibili. Questo vissuto viene spesso taciuto, nascosto, rimosso dal bambino e/o dalla famiglia, per cui è quasi impossibile venirne a conoscenza tramite osservazione clinica, colloqui o scale di sintomi mentre viene benissimo evidenziato dal Rorschach, test che all’apparenza richiede solo di percepire delle strane figure. In un altro studio, Blais et al hanno esaminato la validità incrementale di Rorschach e MMPI-2 nel predire la diagnosi dei 4 disturbi di personalità del Cluster B dell’Asse II del DSM-IV in modo retrospettivo, usando come criterio dei due test i criteri diagnostici del DSM-IV riportati in cartella (57 pazienti tratti da un pool di 800 casi in 7 anni). Gli autori hanno selezionato indici separati del CS congruenti con i criteri diagnostici per ciascuno dei 4 disturbi di personalità e le scale per i disturbi di personalità del MMPI-2 . Combinando insieme le variabili del Rorschach e del MMPI-2 selezionate per l’indagine, questa nuova variabile CS/MMPI-2 è riuscita a spiegare dal 33% al 48% della varianza del criterio (diagnosi DSM-IV), con un risultato sorprendentemente alto. Inoltre, alcune variabili alla regressione multipla si sono comportate in modo molto interessante. Ad esempio, il numero delle risposte di riflesso (Fr+rF) del CS e la scala NPD del MMPI-2 sia indipendentemente che combinate insieme hanno spiegato ben un terzo della varianza totale dei criteri DSM-IV per il disturbo narcisistico di personalità, ma i due indici Rorschach e MMPI-2 sono fra loro pochissimo correlati (r=0.23, p=NS). L’insieme dei risultati indicano, quindi, che sia il Rorschach che il MMPI-2 sono utili se vengono usati insieme nel fare diagnosi di disturbo di personalità ma che ciascuno dei due test riesce a cogliere aspetti psicologici diversi dello stesso disturbo.
Il Rorschach quindi non è certamente uno strumento perfetto, come non lo è nessun altro test di personalità. Ma è senza dubbio uno strumento utile. Ha senz’altro molte lacune di tipo psicometrico ma ha anche indubitabili pregi. Il CS è di sicuro un sistema Rorschach attendibile e valido, non perfetto ma con la possibilità di essere continuamente migliorato proprio perché largamente basato sugli aggiornamenti provenienti da studi empirici e ricerche. Ciò di cui noi, come psicologi clinici, abbiamo bisogno è far avanzare la conoscenza scientifica di uno strumento di assessment di personalità prezioso e utile. Usare in modo retorico le argomentazioni per il cosidetto Rorschach bashing può avere scopi politici e accademici ma non aiuta la ricerca in psicologia clinica.

Le critiche al Rorschach

Evidenze empiriche
sul Rorschach

Aspetti retorici della
polemica anti-Rorschach

Conclusioni

Bibliografia