Annamaria Quinzi

L'anello invisibile. L'unità del Sé tra bios e psiche

Alberto Perdisa Editore, 2004

pp.261, euro 16,00

Annamaria Quinzi

L'anello invisibile. L'unità del Sé tra bios e psiche

Alberto Perdisa Editore, 2004

pp.261, euro 16,00

Da tempo sentiamo dire da studiosi, operatori della salute e gente comune che l’uomo è un essere unico in comunione con l’ambiente. La concezione olistica sottesa a questa affermazione sembra tradursi, in ambito sanitario, nel ricorso ad un approccio di tipo bio-psico-sociale per affrontare i problemi della salute. Ormai sono in molti a condividere l'opinione di uno dei teorici più brillanti di questa nuova concezione Giuseppe Marrazzo, secondo la quale “appare sempre più evidente che i fattori psicosociali sono implicati in tutte le malattie, perché la malattia capita negli individui i quali hanno non solo una struttura biologica ma anche una struttura psicologica e sociale. La malattia si può comprendere meglio come rottura di un sistema biologico, psicologico e sociale

In concreto, però, la concezione olistica dell’uomo, al di là della sua evidenza intuitiva, sembra trovare ostacoli notevoli circa la sua affermazione sia sul piano epistemologico che sul piano applicativo.

Una delle cause è rappresentata dalla difficoltà di integrazione tra i diversi punti di vista e i diversi linguaggi delle discipline che indagano il sé umano.

Un contributo veramente interessante, nel tentativo di ricomporre a livello epistemologico una materia così complessa, ci viene offerto da Annamaria Quinzi con la sua opera "L'Anello Invisibile", incentrata sulla unificazione teorica delle scoperte neurobiologiche, psicologiche e mediche del corpo e della psiche che, insieme, costituiscono l'unità del Sé.

Nelle parole dell'autrice, la scienza "stenta a trovare un nuovo paradigma attraverso il quale operare l'unificazione teorica delle scoperte neurobiologiche, psicologiche e mediche le quali evidenziano, ognuna dal proprio punto di vista, un aspetto parziale dell'individualità psicofisica".

Questo volume vuole invece proprio sottolineare e indagare le diverse articolazioni riconosciute del Sé, cercando di far comunicare ambiti tradizionalmente separati, con "una diversa lettura epistemologica dei rapporti esistenti tra il sistema nervoso centrale, il sistema immunitario, il sogno e l'ambiente, quali momenti costitutivi, essenziali e non scindibili, del processo che definisce il Sé nella salute e nella malattia". Si tratta quindi di superare la distinzione cartesiana tra res extensa e res cogitans - il dualismo mente/corpo che ancora condiziona molti studi al proposito - senza cadere nel tranello dell'eccessiva riduzione materialista dei fenomeni psicologici.

Il volume è diviso in quattro lunghi capitoli, ognuno dedicato a una delle particolari definizioni che chiamiamo "individualità psicofisica" o Sé. La prima parte prende in esame il complesso sviluppo storico dell'interazione tra discipline naturali e antropologiche, a partire da Cartesio per finire alle neuroscienze, con particolare attenzione all'importanza della teoria dell'evoluzione. D'altra parte, proprio le neuroscienze sono situate alla "confluenza teorica di diverse discipline quali l'anatomia, l'embriologia, la fisiologia, la farmacologia e la psicologia", e rappresentano la base necessaria per studiare eventuali fenomeni di ordine superiore.

Il secondo capitolo esplora proprio l'aspetto biologico delle funzioni superiori degli organismi e in particolare dell'essere umano, analizzando molte delle attuali teorie che cercano di collegare i due piani del discorso.

Il terzo capitolo esamina il concetto di Sé immunologico che sta a indicare la distinzione che l'organismo crea tra ciò che è riconosciuto dal sistema immunitario come appartenente all'individuo e cio che invece non lo è. Qui il legame agli stati patologici è più ovvio, e risulta interessante l'analisi del carattere "di genere" di malattie quali la schizofrenia e il lupus eritematoso sistemico, definite come "due patologie identitarie attraverso le quali l'individuo cerca di ripristinare la condizione di normalità necessaria ad interagire con il mondo esterno; di conseguenza i sintomi speculari [...] costituiscono veri e propri eventi psicoimmunologici - di cui si deve cogliere il significato globale attraverso il paradigma della complessità - e non semplici manifestazioni patologiche rilevanti sul piano clinico."

La chiusura del volume è affidata al capitolo sul sonno REM e i sogni, con la loro funzione di creazione di un mondo interno all'individuo. Anche questa parte è molto stimolante, e si basa soprattutto sui più recenti risultati delle neuroscienze, che grazie alle nuove tecniche di analisi sono riuscite a osservare e studiare i diversi tipi di attività cerebrale. Emerge quindi un quadro in cui l'organico si connette allo psicologico, in una prospettiva materialista che però non rinuncia alla diversità di linguaggi.

La vastissima bibliografia consente inoltre al lettore di formarsi un percorso autonomo nella complessità di questi saperi.

La lettura del libro risulta impegnativa per le difficoltà degli argomenti trattati e per l’incredibile numero delle connessioni tra discipline diverse e spesso lontanissime tra di loro. L’autrice dimostra di possedere e padroneggiare una vasta gamma di conoscenze e soprattutto la capacità di muoversi con disinvoltura nei meandri spesso oscuri di queste discipline.

Ciò comporta per il lettore uno sforzo supplementare che verrà ripagato da ripagato da suggestioni e stimoli per la discussione molto interessanti e originali.

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